DIDASKALOI

Rivista scientifica di studi pedagogici

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Educare alla Pace e alla partecipazione democratica

Un'opera d'arte bianca, geometrica e astratta da Dresda, Germania

SCADENZA 30 MAGGIO 2026

Negli ultimi decenni le democrazie contemporanee affrontano una progressiva erosione della partecipazione politica tradizionale: astensionismo crescente, sfiducia nelle istituzioni, polarizzazione digitale e disimpegno soprattutto tra i giovani (Norris, 2011; Mair, 2013).

Parallelamente, emergono nuove forme di attivismo – dai movimenti Fridays for Future alle piattaforme di democrazia digitale – che interrogano il ruolo dell’educazione nel formare cittadini attivi, critici e responsabili.

In Italia, il ritorno dell’educazione civica come materia trasversale (Legge 92/2019) ha riacceso il dibattito su come insegnare non solo conoscenze costituzionali, ma anche competenze di partecipazione reale: deliberazione, advocacy, monitoraggio civico, uso consapevole delle tecnologie per l’impegno politico.

Permangono nodi irrisolti: quali modelli pedagogici risultano efficaci? Come si conciliano educazione formale, informale e non formale? In che modo contrastare la “crescente sfiducia nelle istituzioni” (ISTAT, 17-09-2025) e favorire inclusione di gruppi marginalizzati?

Il journal Didaskaloi si propone di esplorare tali questioni attraverso un approccio interdisciplinare (pedagogia, scienze politiche, diritto costituzionale, sociologia, comunicazione) e comparativo, raccogliendo contributi teorici, empirici e di buone pratiche.

Temi suggeriti (non esaustivi)

  • Teorie e modelli di educazione alla partecipazione politica: dall’educazione civica democratica (Schulz et al., ICCS 2022) alle pedagogie critiche della cittadinanza (Westheimer & Kahne, 2004)
  • Educazione civica nella scuola italiana post-2019: programmi, formazione docenti, esiti (Nuzzaci, 2023; European Commission/Eurydice, 2017)
  • L’importanza della conoscenza della Storia come suggerito dal Manifesto della Public History of Education (Bandini, Bianchini & Burruso, 2022)
  • Partecipazione giovanile: dal vecchio modello protestatario all’attivismo online, astensionismo e nuove agenzie politico-educative (Tenerelli, 2026)
  • Educazione alla democrazia digitale: opportunità e rischi di e-participation, fake news, hate speech (Maggiolini & Fugini, 2025)
  • Inclusione e partecipazione: genere, migrazioni, disabilità, contesti di svantaggio socio-economico (PICUM, 2022)
  • Esperienze di democrazia scolastica, studentato partecipativo, service-learning e project-based civics (Flores & Rogers, 2019)
  • Formazione iniziale e in servizio degli insegnanti per l’educazione alla cittadinanza attiva (Nigris & Zecca, 2022)
  • Valutazione dell’impatto: strumenti e ricerche empiriche su conoscenze, atteggiamenti e comportamenti partecipativi (Stern, 2016)

 

La formazione dei docenti, tra impegno etico e istituzionale

Un'opera d'arte bianca, geometrica e astratta da Dresda, Germania

SCADENZA 30 NOVEMBRE 2026

In Italia, la formazione dei docenti è obbligatoria, permanente e strutturale, parte integrante della funzione docente (Legge 107/2015). Riguarda tutto il personale di ruolo e si concentra su inclusione, metodologie didattiche, competenze digitali e valutazione. La formazione continua mira a migliorare l’insegnamento e adeguarsi alle esigenze degli studenti.

Assieme e più importante, la formazione morale dei docenti è un aspetto fondamentale dell’aggiornamento professionale continuo, finalizzato a coltivare etica, responsabilità, empatia e gestione inclusiva delle classi. È necessario per i docenti sviluppare la capacità di affrontare dinamiche relazionali complesse per poi guidare gli studenti verso valori socialità condivisa.

L’autoformazione dei docenti è la modalità più autentica di aggiornamento professionale, basata sull’apprendimento autonomo e rispondente alle esigenze specifiche del singolo in relazione al proprio contesto. Essa si configura come parte del percorso di formazione in servizio, è fondamentale per lo sviluppo continuo delle competenze pedagogiche e didattiche, soprattutto, attiene alla vera dimensione del ruolo di cura per le nuove generazioni.

Temi suggeriti (non esaustivi):

  • Obbligatorietà: la formazione è obbligatoria e permanente per tutti i docenti di ruolo.
  • Formazione iniziale: percorsi scolastici, universitari, tirocini
  • Responsabilità etico-educativa: comprensione dei processi di sostenibilità e benessere.
  • Risorse: piattaforme, strutture e istituzioni che offrono corsi, inclusi quelli sul digitale, che possono essere seguiti in modo semi-formale
  • Temi chiave: inclusione, tecnologie, metodologie didattiche, competenze linguistiche e soft skills
  • Definizione: processo attivo in cui il docente sceglie autonomamente argomenti, ritmi e strumenti per il proprio aggiornamento
  • Modalità di autoformazione: include la lettura di libri e riviste, la partecipazione a webinar, blog, pratiche riflessive e l’osservazione (peer-watching) dell’attività didattica di altri colleghi
  • Contenuti: focus su inclusione sociale, gestione della classe e cultura digitale
  • Validità: seppur l’autoformazione sia una libera scelta metodologica, per essere riconosciuta ai fini dell’aggiornamento obbligatorio, essa può essere inserita nel Piano di Formazione della scuola, come la peer education o l’autoaggiornamento

I contributi – da diecimila a quarantamila caratteri – devono essere postati sul “cruscotto”: https://didaskaloi.it/cruscotto/

Deve essere usato il template con le annesse indicazioni editoriali.

Le proposte verranno sottoposte al referaggio attraverso la tecnica del doppio-cieco. La pubblicazione dei saggi verrà comunicata agli autori via e-mail.

Per comunicazioni: info@didaskaloi.it